Da Albavilla al Gavia in 3 tappe

Ormai il conto alla rovescia è iniziato, il giro Brianza Bike più atteso è ormai alle porte. In occasione del decimo anniversario della squadra tra il 2 ed il 4 giugno 11 temerari tesserati Brianza Bike prenderanno parte all’avventura su due ruote che li porterà a fare più di 400 km in 3 giorni, scalando salite mitiche, come Gavia e Mortirolo. Il percorso si snoda in 3 tappe, la prima da Albavilla a Lovere (BG), la seconda Lovere – Grosio, scalando Gavia e Mortirolo nel finale, e l’ultima il rientro da Grosio ad Albavilla.  Al seguito del gruppo ci sarà un’ammiraglia per rendere più agevole e sicuro tutto il viaggio. Di seguito il dettaglio delle tappe con i percorsi da affrontare:

1 TAPPA: Albavilla-Lovere

MAPPA PRIMA TAPPA

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La partenza della prima tappa è fissata dal classico ritrovo di Albavilla, presso la sede della squadra. Da qui si percorre la SP42 fino a Lecco, per poi superare l’Adda a Calolziocorte e proseguire in direzione Cisano Bergamasco e poi verso Almenno e Villa d’Almè. Giunti a Bergamo Nord si sale verso Albino e da qui si sale per il primo GPM del giro, affrontando il colle Gallo fino a quota 750 m slm, salita di circa 9 Km con una pendenza media del 5% e un dislivello complessivo di 407 m. Da qui la strada scende fino a Casazza e prosegue sulle sponde del bellissimo lago di Endine. Dopo Piangaiano l’ultima asperità di giornata, affrontando la salita di Salto Collina, 1,6 km con pendenza media del 5%. Da qui discesa panoramica ricca di tornanti fino a raggiungere Riva di Sotto, sulle sponde del lago d’Iseo, per poi proseguire per circa 6 km fino a Lovere.

Dati tappa:

Distanza: 107 km

Dislivello: 1.500 m

2 TAPPA: Lovere-Grosio (Mortirolo)

MAPPA SECONDA TAPPA

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La seconda tappa, chè è la tappa regina del giro, parte da Lovere e tramite la strada Nazionale si percorre tutta la Valle Camonica passando da Boario Terme fino a Raggiungere Edolo in provincia di Brescia. Da qui la strada prosegue sempre in leggera salita fino a ponte di Legno (1290 m slm) dove comincia la salita ai 2618 m del Passo Gavia, con lunghezza complessiva di 17 km e pendenza media del 7% con punte del 16%. Il passo Gavia è una salita leggendaria, scoperta da Vincenzo Torriani che decise di asfaltarla e di inserirla nel Giro d’Italia nel 1960. Lasciando la ss42 per il Tonale, ci si trova ad affrontare un tratto in discesa seguito da un altro in falso piano; la strada è larga e ben curata e si pedala senza troppi problemi fino al paesino di Sant’ Apollonia. Da qui parte la vera salita: superata la sbarra, la strada si stringe di parecchio, le pendenze aumentano repentinamente arrivando a sfiorare il 16% e il paesaggio si fa sempre più bello, così per circa 3 chilometri. Le pendenze sono costanti sul 10%, e i tornanti scandiscono il ritmo della salita. Intorno al Km 14,8 c’è forse l’ostacolo più duro, una galleria lunga 200-300 metri non illuminata, con una curva a gomito e pendenze che arrivano all’11%. Superata questa asperità, rimangono ancora piu’ di 3 chilometri da percorrere con una pendenza che non scende mai sotto il 9%, ma la vetta comincia a vedersi e la fatica è ormai terminata. Una volata raggiunto il passo si scollina in prossimità del lago Bianco e da qui comincia una lunga discesa di complessivi 54 km che passando da Bormio ci porta fino a Mazzo di Valtellina dove Comincia l’ultima salita di giornata, ma la più dura, il mitico Passo del Mortirolo. Questa salita, considerata da tanti la più dura d’Europa, è stata inserita nel Giro d’Italia nel 1991, ma diventa famosa quando Marco Pantani nel 1994, da sconosciuto, staccò tutti e vinse la tappa Merano-Aprica, entrando di prepotenza nella storia dei migliori scalatori di sempre. La salita è molto impegnativa, quasi tutta immersa nel bosco, 12,5 km con pendenza media di oltre il 10% e punte che arrivano a toccare il 20%, con la particolarità di avere cartelli di legno indicanti le varie piccole località raggiunte e la loro altezza sul livello del mare. Nei primi 3 chilometri fino alla Chiesetta di San Matteo le pendenze sono sempre intorno al 10%, poi cominciano 6 chilometri da incubo che non finiscono mai. Al Km 4 ci troviamo davanti un muro al 20% che finisce in prossimità della località “Termen”, poi le pendenze danno tregua nel tratto “Pantan”, ma ci attendono 400 m che variano dal 16% al 20% che sono senza dubbio la parte più dura di tutta l’ascesa. Le pendenze continuano a rimanere toste, ma arrivati alla località “Cuscisc” finalmente si riesce a recuperare un po’ di fiato perché ci attendono 2 chilometri dove le pendenze non scendono mai sotto il 10%. Al Km 8 troviamo il monumento dedicato a Pantani, con faccia scavata e provata dalla fatica: uno dei punti più emozionanti. Al km 9 le pendenze si calmano ma ci aspettano ancora due tratti al 15% che possono fare molto male. Passati questi ultimi, finalmente ci si trova davanti l’ultimo chilometro, si esce fuori dal bosco e ci si trova circondati dai prati e dalle scritte per i ciclisti passati al Giro d’Italia. Da qui si scende dal versante di Grosio dove a metà discesa ci aspetta l’ostello dove pernotteremo.

Per i meno in forma ci sarà la possibilità di evitare il Mortirolo e da Grosio salire direttamente all’ostello che ci ospiterà.

Dati tappa:

Distanza: 150 km

Dislivello: 4.500 m

 

3 TAPPA: Grosio-Albavilla

MAPPA TERZA TAPPA

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La terza tappa ci porterà da Grosio alla nostra amata Brianza. Si percorrerà in leggera discesa tutta la Valtellina attraversando i paesi al margine della statale percorrendo le strade secondarie fino a Morbegno. Da qui si percorrerà la Valeriana fino a Dubino per poi arrivare a Colico e percorrere il lungo lago fino a Lecco a da qui in direzione Albavilla.

Dati tappa:

Distanza: 158 km

Dislivello: 1.000 m